martedì 20 novembre
Con l'arrivo del freddo e del maltempo la situazione al Centro si è fatta veramente molto difficile
Dapprima l'umidità ha danneggiato la pavimentazione che collega le due piccole casette che ospitano i bambini; è stato necessario sostituirla e l'operatività ha subito seri disagi: entare e uscire dalle casette era difficile e complicato per la presenza degli operai e per il divieto di calpestare la superficie e questo ha costretto tutti i bambini a rimanere per un paio di giorni nei piccoli spazi interni, con un numero molto limitato di attività disponibili. Per molti bambini, non poter uscire per l'intera giornata è molto faticoso e frustrante. Inoltre, nello spazio limitato e senza possibilità di separare il gruppo in attività diverse, le vocalizzazioni ripetute e i comportamenti motori di alcuni bambini, hanno creato un disagio molto faticoso da contenere.  
Successivamente, le pioggie intense hanno fatto di tutta l'area esterna un luogo fangoso e impraticabile. Abbiamo provveduto a installare delle pedane di legno sulle quali camminare per raggiungere le diverse aree di lavoro, ma parte di queste sono a loro volta sprofondate nel fango. Quando, cessata la pioggia, i bambini si dedicano finalmente ai lavori esterni, rientrano completamente sporchi e spesso bagnati; così debbono essere cambiati completamente più e più volte al giorno con scarpe, stivali e vestiario che si accumulano ovunque.
Solo in una prospettiva di ricostruzione troviamo coraggio ed energia per far fronte a tanta fatica.

martedì 4 dicembre
Si susseguono i disagi derivanti dalla scarsa tenuta delle casette prefabbricate al clima invernale e all'umidità. Le pareti di legno di tutti prefabbricati hanno iniziato a gonfiarsi ed è ora necessario intervenire con urgenza. L'azienda fornitrice sta costruendo un cappotto isolante su tutte le pareti e abbiamo di nuovo un "cantiere aperto" in tutta l'area nella quale vivono i bambini. Siamo in una situazione molto difficile.

giovedì 6 dicembre
Patrizia Ori, mamma di Riccardo, ha scritto un bel racconto sulla Villa. L'antica signora parla in prima persona, racconta la sua storia, quella dei bambini che la abitano e, infine, il dramma del terremoto. Il racconto ci ha molto emozionato sia per l'intensità, sia per la capacità di trasmettere, in modo originale, la vita dei bambini e il senso della Lucciola. Ne riportiamo qui un breve passo ...

Non tutto è perduto
In questi giorni sono staccata da tutto, le scosse continuano e io non oppongo più resistenza. Spero di crollare presto e di finirla qui. Le mie ferite sono enormi e forse mi abbatteranno.
Stamattina è giunto un grande camion e ho pensato che fossero arrivati per porre fine alla mia agonia. Grazie, lo apprezzo.
Sta accadendo qualcosa di strano, mi stanno costruendo una gabbia di legno. Legno profumato e molto forte viene legato attorno alle mie pareti esterne e anche all’interno ogni stanza viene puntellata. 
Non capisco. Le scosse continuano, ma questa armatura mi sostiene ed impedisce che io debba sforzarmi di stare in piedi. 
Una volta finito una grande della Lucciola, parlando con gli operai, ha detto che tornerò, un giorno, più bella di prima e che tornerò ad essere il cuore di mattoni della Lucciola.
Le case non piangono ma io avrei voluto farlo. Dalle mie fondamenta è salita nuova forza, nuova voglia di rimanere diritta su me stessa.

lunedì 24 Dicembre 
Abbiamo terminato la realizzazione di una piccola serra, adicente al pollaio, costruita secondo i dettami della permacultura, una scienza che insegna come gestire in modo ecologico tutte le energie presenti in un territorio. Stiamo cercando di creare nuove attività interessanti per i ragazzi in questi spazi ancora poco organizzati e molto ristretti.

giovedì 10 gennaio
E' difficile raccontare la fatica e le difficoltà del vivere circondati dal fango. Il maltempo rende impercorribili tutte le stradine e i sentieri che conducono ai luoghi delle attività esterne, così occorre passare la maggior parte del tempo negli spazi chiusi che sono molto limitati.

mercoledì 13 febbraio 
Abbiamo inziato lavori urgenti per drenare le acque piovane che minacciano la stabilità delle casette. Sono i corso gli scavi nellarea permetrale: i mezzi che eseguono questi lavori  aumentano ancora il fango che ci circonda. E' necessario mantenere molta forza, molto coraggio e amore per mandare avanti l'attività e coltivare speranza e fiducia nella possibilità di ricostruzione futura.

giovedì 28 febbraio 
Sono fermi i lavori di drenaggio per il maltempo che non dà tregua. Il fango è ovunque.

martedì 5 marzo
Potete leggere qui l'articolo pubblicato su Oggi.it che racconta dell'esperienza personale di Patrizia Ori, del suo libro "I bambini e il terremoto" e del Centro e l'articolo pubblicato su Corriere.it nella sezione InVisibili dal titolo "Quel paradiso violato dal terremoto del 2012".

mercoledì 20 marzo 
Non riusciamo ancora a portare a termine i lavori di sistemazione per drenare le acque piovane che ristangnano nell'area. Il protrarsi del maltempo ci fanno procedere a singhiozzo e siamo ancora lontani dalla conclusione. Abbiamo però iniziato anche la costruzione di stradine fra le casette per rendere gli spostamenti più sicuri ed evitare di scivolare a ogni passo.